Inventing Anna (mitomania e dintorni)
Shonda Rhimes
Il mio commento
Miniserie avvincente e dal ritmo serrato, ricca di colpi di scena e di inventiva. La protagonista è Anna, ragazza con un passato fatto di trascuratezza emotiva e di invalidazione continua. Figlia di una madre gravemente patologica e narcisista, Anna organizza la sua personalità con le risorse che ha per riuscire a sopravvivere al vuoto relazionale in cui è cresciuta. Dotata di una mente brillantissima e di fame di rivalsa, Anna inventa una “vita ideale” e fa di tutto per raggiungerla (lecito ed illecito). Vive costantemente il desiderio di non sentirsi esclusa, emarginata e senza valore. Lotta quotidianamente per levarsi di dosso la sensazione di essere una “looser”, interpretando personalità vincenti e di successo fino a costo della propria vita. Anna è disperatamente e tragicamente in cerca di successo, di visibilità e di attenzioni, gravemente danneggiata nel profondo da un rapporto madre- figlia mai realizzato.
Questa serie è incredibilmente interessante dal punto di vista clinico, mette in evidenza come una personalità intelligente ma gravemente trascurata, possa riorganizzarsi in cerca di quell’attenzione mai percepita, e di come questa “riorganizzazione” possa dar origine ad un grave disturbo della personalità. Anna è quella che noi oggi chiameremmo una mitomane, carente di empatia, istrionica e narcisista fino al midollo, ma in grado di suscitare sentimenti di tenerezza e di solidarietà verso quella bambina che è stata e dalla quale non si è mai liberata.