L`OSPITE INDESIDERATO

Perchè un articolo sul Disturbo Ossessivo Compulsivo ?
..perchè  se ne parla troppo poco!

Perchè secondo le ultime ricerche, la percentuale di persone affette da Disturbo Ossessivo Compulsivo (che da qui in poi chiameremo DOC) è sempre in aumento (2-2,5% della popolazione), perchè le persone che ne soffrono non sanno cos'è finchè non si rivolgono ad un professionista.

Perchè i loro familiari ne sono travolti e non sanno come comportarsi, perchè nel luogo di lavoro non c'è lettura e comprensione della tematica e perchè troppo spesso se ne parla solo attraverso rappresentazioni cinematrografiche che ai più sembrano storie surreali e suggestive.
Manca ancora molta strada per raggiungere l'obiettivo di creare consapevolezza su questo disturbo e sensibilizzazione sulla possibilità di curarlo.
Detto questo immagino che se mi hai letta fino a qui è forse perchè pensi di soffrire di un Doc o credi che ne soffra un tuo familiare, forse ti senti perso e confuso ad hai la necessità di chiarirti le idee...ci proviamo allora!

Il Doc e' un disturbo appartenente alla "grande famiglia" dei disturbi d'ansia, dove nello specifico chi ne soffre avverte un impulso interiore "non voluto" che lo spinge a pensare a specifici contenuti (ossessioni) o a mettere in atto particolari comportamenti (compulsioni). Nonostante chi ne soffra provi a contrastare questi pensieri o comportamenti, nonostante spesso li consideri assurdi ed illogici, sembra non riuscire a liberarsene. Sente un impulso irrefrenabile a compierli,come se il non farlo fosse terribilmente pericoloso o comunque lo esponesse a dei rischi. Queste ossessioni e compulsioni condizionano completamente quasi tutta la vita di chi ne soffre, interferendo con le sue attività e le sue relazioni, tanto che con il passare del tempo se il disturbo non venisse curato sarebbe in grado di condurre la persona  a  gravi situazioni di invalidità (A. Lakatos; H. Reinecker; F. Mancini 2006).

Le OSSESSIONI arrivano autonomamente, spesso sollecitate da stimoli casuali, sono insistenti, inopportune, non rappresentano il reale sentire del paziente, anzi spesso appaiono estranee, possono generare paura, disgusto, tensione o malessere.

Paolo (nome di fantasia) un giorno mi disse "cioè..io stavo guidando tranquillamente e ad un certo punto ho pensato: " e se avessi investito qualcuno senza accorgermene?"Questo pensiero non mi ha più lasciato, continuavo a ripercorrere con la mente ciò che stavo facendo qualche minuto prima....la strada, le macchine incontrate e più cercavo di ricordare, più mi si confondevano i ricordi. Ho deciso allora di fermarmi e di controllare la mia auto, volevo vedere che non avesse ammaccature, graffi, segni di urto...ero terrorizzato, sudavo e per un momento, quando ho visto la mia macchina a posto, ho provato un sollievo enorme..sono ripartito, ma dopo poco questo dubbio terribile ha continuato ad attanagliarmi la mente! Continuavo a rivedere me che scendevo dall'auto e che controllavo la carrozzeria, e più controllavo questa immagine nella  mia mente, meno mi sentivo sicuro. Sono tornato a casa che stavo malissimo, ho pensato al fatto che avrei potuto investire qualcuno...ci ho pensato per tutta la sera, non ho dormito ed  il giorno dopo ancora...oggi sono terrorizzato dall'idea di guidare, ho pensato che magari ..bho...non lo so... ma sono un pirata della strada...magari ho davvero ammazzato qualcuno!"

Solo leggendo questo stralcio di conversazione possiamo capire come sia doloroso ed insopportabile un pensiero ossessivo di questo tipo. Ne esistono di tipi diversi e con contenuti differenti, possono avere a che fare con temi legati alla sessualità, all'aggressività, alla religione, etc.., hanno tutti però un comun denominatore...il timore di aver danneggiato qualcuno, personalmente o moralmente.

Le COMPULSIONI possono essere mentali e/o comportamentali, sono spesso insensate ed eccessive, la persona sente una pulsione interna irrefrenabile che la spinge a compierle. Servono a "prevenire" eventuali catastrofi o a lenire emozioni come ansia, tristezza e sentimenti di colpa vissuti come intollerabili.

Francesca (nome di fantasia): " sapevo che avevo già riordinato i cassetti, ma mi sentivo agitata quella mattina..non so perchè, ma continuava a venirmi in mente che a mio marito avrebbe potuto accadere un incidente. Ci eravamo sentiti già tre volte quella mattina, ed io sapevo che stava bene, ma quel pensiero non mi mollava...e non so come ma mi sono ritrovata a stare in camera da letto 2 ore... continuavo a mettere a posto quelle maledette calze, provavo a dirmi "basta cazzo..sono a posto", ma era come se una voce dentro di me mi dicesse che non era sufficiente, che non stavo facendo bene".

Le compulsioni possono essere di diverso tipo, possono avere a che a che fare con i lavaggi ripetuti (timore di contaminazione), con la ripetizione ed il controllo, con l'accumulo, con il riordino, con il contare ed il ripetere. E' molto frequente che chi ne soffre provi un senso di disagio enorme, di imbarazzo e di sensazione di "essere folle", spesso il disturbo è presente da tempo prima che la persona trovi il coraggio di parlarne con qualcuno.

I famigliari nella fase iniziale tendono a "sminuire la gravità della situazione", pensando che si tratti di fissazioni o piccole manie, questo contribuisce enormemente alla cronicizzazione del disturbo, che così può crescere indisturbato. Solo con il passare del tempo e con l'aumento della compromissione di vita i famigliari si rendono conto che qualcosa di più serio non và, che effettivamente quelle "piccole manie" sono diventate le dittatrici di casa, ed a quel punto scatta un'ambivalenza di sentimenti..quello che prima era tollerato e considerato una spigolosità del carattere, adesso diventa insopportabile. 
Spesso i famigliari non sono preparati a capire cos'è e fanno tentativi maldestri di risoluzione..qualcuno si arrabbia, qualcuno mette degli ou-out, qualcun altro asseconda, qualcuno evita il più possibile chi ne è affetto, ma solo dopo molto tempo viene contattato un professionista (psicoterapeuta e psichiatra), ed in alcuni casi nemmeno questo.
Ho visto coppie distrutte dal disturbo, genitori disperati e figli ossessionati da genitori con il Doc, ho sentito storie di una solitudine incredibile, dove tutti erano vittime di questo OSPITE INVADENTE che è il DOC.

Questo articolo si pone l'ambizione di comunicare a chi si ritrova in queste descrizioni, che esistono dei trattamenti specifici per il Doc, che è un disturbo molto difficile da curare, ma che vede delle possibilità notevoli di miglioramento. La psicoterapia cognitivo comportamentale è uno di questi strumenti, la terapia farmacologica anche, sono strade percorribili che danno la possibilità di ridurre notevolmente l'impatto del disturbo ed i sintomi sia ossessivi che compulsivi.

Questi trattamenti hanno un'efficacia evidance-based ecco perchè sono considerati di prima scelta.

Non sempre il Doc è completamente risolvibile, frequentemente i sintomi ossessivi e le compulsioni riappaiono anche a distanza di tempo, o in forma diversa, ma indubbiamente la frequenza e l'intensità di questi sintomi è trattabile e migliorabile.
L'obbiettivo è sempre quello di rendere la vita del paziente non più cosi condizionata dai sintomi.

In alcuni casi molto gravi l'obiettivo è rendere la vita di nuovo vita, ridurre sempre più le riacutizzazioni, fornire al paziente tutte le strategie possibili per intervenire all'esordio del sintomo..un pò come dire.." non posso evitare all'ospite Doc di suonarmi alla porta, forse non riesco nemmeno a non farlo entrare in casa, ma posso riuscire a farlo attendere nell'atrio ed offrirgli solo un tè!".

Per maggiori informazioni sul trattamente del DOC:

Studio di Psicologia Clinica e del Lavoro
Ref.: Dr.ssa Galuppi Laura
Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale
Contatti: 338.8144743
lauragaluppipsicologa@gmail.com
www.lauragaluppi.it

 


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